Troppi compiti a casa fanno male al rendimento scolastico

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Troppi compiti a casa fanno male al rendimento scolastico

Le vacanze di Natale sono finite e per migliaia di alunni, grandi e piccoli, si è riproposto il solito problema, i compiti a casa e delle vacanze.

Ultimamente i genitori protestano per il carico eccessivo cui sono sottoposti i loro figli durante i pomeriggi, mentre le maestre, per assegnarli in grande quantità, li considerano fondamentali per l'apprendimento.

I compiti a casa servono davvero? Dipende dalla quantità - Qual è la dose giusta di compiti a casa? E sono sempre utili? Una indicazione arriva dai test internazionali svolti nel 2015 dagli alunni di terza media e di quarta elementare di mezzo mondo, il Timss, sugli apprendimenti in Matematica e Scienze. I risultati sono stati pubblicati da un articolo su Repubblica.
In Matematica, i ragazzini italiani di terza media collezionano 494 punti in Matematica e 499 in Scienze. Ma se si va a guardare il risultato in base alla quantità di compiti assegnati a casa (in termini di minuti di studio a settimana) si scopre che coloro che studiano nel pomeriggio da 45 minuti a 3 ore a settimana di geometria e polinomi – pari al massimo a 25 minuti al giorno, domeniche comprese – lo score sale a 502 punti.

Invece, per coloro che studiano ancora più delle tre ore settimanali il punteggio precipita a 488 punti. Stesso discorso, anche se con differenze inferiori per le Scienze.
Fare quindi 10-20 esercizi simili sulle equazioni, o sulle equivalenze, rischia di risultare controproducente rispetto ad un auspicabile apprendimento duraturo e ben padroneggiato.

Con meno compiti il rendimento aumenta - Anche per le scienze, sempre con riferimento alla terza media, c'è un aumento del punteggio degli alunni che studiano meno di tre ore a settimana (ma più di 45 minuti). Passando ai piccoli di quarta elementare, spesso inondati di compiti che risultano difficili anche per i loro genitori, le cose non cambiano.


L’Italia fa bella figura nel confronto internazionale - 507 punti in Matematica e 516 in Scienze piazzano i piccoli nella parte alta del ranking. I risultati migliori in Matematica arrivano dai bambini che studiano a casa da 31 a 120 minuti a settimana, forse soltanto per ripassare ciò che si è appreso in aula. Per loro il punteggio sale a 513 punti. Per i compagni ai quali le insegnanti assegnano un carico di lavoro pomeridiano superiore alle due ore settimanali la performance si appanna: 484 punti, ben 29 lunghezze in meno.

In Scienze i dati sono sorprendenti: i piccoli ai quali le maestre non assegnano nessun compito a casa salgono addirittura a 544 punti. Un risultato che avvicinerebbe i bambini di quarta elementare nostrani alle posizioni di vertice della classifica mondiale, guidata da Singapore con 590 punti.

 

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