Campania, insegnare stanca: aumentano i prof ammalati

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Campania, insegnare stanca: aumentano i prof ammalati

In aumento il numero dei docenti classificati come inidonei per problemi di salute. A esaminare la situazione, il quotidiano “Il Mattino” di Salerno in un articolo del 2 gennaio: “Nel corso del 2017 appena concluso si sono registrati più docenti ammalati rispetto all'anno procedente. Il dato arriva dall'Ufficio scolastico provinciale che come ogni anno tiene sotto controllo l'andamento dei casi di inidoneità all'insegnamento che si distinguono in temporanei e definitivi. Complessivamente si sono allontanati dalla cattedra per problemi di salute ben 15 docenti che hanno dovuto osservare un periodo di riposo o di cure obbligate. Nel 2016 i casi di inidoneità erano stati appena 10. Un dato allarmante che certifica come il lavoro dell'insegnante sia diventato sempre più logorante e faticoso”.
Un insegnante ammalato significa uno stop alle lezioni e al rapporto con gli studenti, con conseguenze quindi sulla didattica e sulla coesione della classe.

Chi stabilisce l'idoneità o meno di un insegnante? È una commissione medica di verifica, “che ha chiarito il destino dei docenti che, per motivi di salute, avevano fatto richiesta a inizio anno di prendersi un periodo di pausa dalla didattica. A conclusione del procedimento di verifica delle condizioni di salute dei docenti – prosegue il quotidiano - scatta la classificazione di inidoneità all'insegnamento per un minimo di 6 mesi. A cinque docenti i medici hanno riconosciuto l'inidoneità permanente, cioè non potranno più insegnare in una scuola di Salerno e provincia. Un trend allarmante se si considera il raffronto con un anno fa: nell'arco di 12 mesi è aumentato di cinque unità il numero di esoneri temporanei e permanenti soprattutto di maestre salernitane impegnate per anni ad educare alunni delle scuole dell'infanzia ed elementari”.

In molti casi a chiedere l'inidoneità sono maestre con problemi di salute che si sono aggravati nel corso degli anni, per via di mansioni usuranti, come l'indebolimento delle corde vocali e la stanchezza fisica e mentale.

Nel giro di un anno c'è stata dunque un' impennata di casi di allontanamenti volontari dall'insegnamento: il mestiere di insegnante è evidentemente diventato più difficile o forse il livello di anzianità ha raggiunto picchi abbastanza alti. Tra le inidoneità c'è chi ha 63 anni o chi ha superato i 50 anni e non ce la fa più.

Diverse anche le richieste per ricoprire ruoli amministrativi (Ata), considerati lavori meno usuranti e faticosi.